Accanto
alll’Olio, re della cucina mediterranea, non si può scordare
il Vino, maestà di ogni lavola. In Umbria la vite si contende
con l’olivo ogni spicchio di sole che raggiunge le dolci
colline. Esistono ben undici diversi DOC e DOCG e otto IGT.
I DOC sono:
Assisi, Colli Alto Tiberini, Colli Amerini, Colli Del
Trasimeno o Trasimeno, Colli Martani, Colli Perugini, Lago di Corbara,
Montefalco (anche DOCG), Orvieto, Rosso Orvietano o Orvietano Rosso,
Torgiano (anche D0CG).
Gli IGT:
Allerona, Assisi, Bettona, Cannara, Lago Corbara, Narni,
Spello, Umbria.
I vitigni autoctoni sono numerosi: il Trebbiano, il Grechetto,
la delicata e profumata Malvasia e sicuramente il celebre Sagrantino.

Tradizionalmente il Sagrantino era un vino passito, usato per celebrare
Messa, e il vino veniva utilizzato solo per le pratiche di governo
all’uso toscano di vini comuni da pasto. Queste pratiche
consistono in una lenta rifermentazione del vino appena svinato
con uve di particolari vitigni. Oggi la sua versione secca è passata
ai vertici dell’enologia italiana diventando un vero e proprio
punto di riferimento. La sua particolarissima aromaticità che
ricorda vivamente la mora di rovo e la sua tannicità fitta
e incisiva lo rendono perfettamente riconoscibile e inimitabile.
Un altro prodotto da ricercare in Umbria è senza dubbio
il Vin Santo. In passato era preparato presso molte famiglie secondo
una tecnica artigianale. Si sceglievano i grappoli migliori che
venivano raccolti prima della vendemmia vera e propria. Questi
grappoli venivano appesi a riposare per qualche tempo prima della
spremuta che avveniva solitamente qualche giorno prima di Natale.
Solitamente i grappoli venivano appesi in cucina e per questo spesso
il suo retrogusto risultava leggermente affumicato. Il ricavato
della spremitura si poneva in piccole botti di quercia (magari
roverella) assieme alla madre del Vin Santo. Quindi il prodotto
stagionava in soffitta per quattro anni. Il momento di avviare
la nuova produzione era sempre Pasqua.
Un modo divertente per conoscere il vino è partecipare alla
manifestazione nazionale Cantine Aperte durante la quale è possibile
visitare le aziende vitivinicole per degustazioni guidate. Questa
manifestazione vede una forte adesione di cantine situate su tutto
il territorio regionale. Un’altra opportunità affascinante
per capire la cultura del vino è invece quella di percorrere
le:
STRADE DEL VINO
Con l’approvazione da parte del Consiglio Regionale della
legge sulle strade del vino (giugno 2001), l’enoturismo
dell’Umbria ha acquisito uno status giuridico che introduce
nella
regione i percorsi turistico-gastronomici, destinati a valorizzare
le migliori aree vitivinicole,
sull’esempio di quanto avviene da anni all’estero
(per esempio in Francia). Bisogna subito sottolineare che queste
Strade non sono una semplice operazione di marketing oppure di
promozione turistica; infatti la loro realizzazione si basa su
una legge nazionale e una legge regionale che vengono poi attuate
da regolamenti specifici. Questi sono uno strumento che permette
la tutela e la valorizzazione delle aree vitivinicole, la fruizione
e la comprensione sotto forma di offerta turistica dei territori,
il recupero della tradizione rurale, l’incremento dell’occupazione
e l’educazione ad una corretta alimentazione e consumo
del vino. In Umbria la legge permette anche di lavorare alla
creazione di una sorta di ‘distretto rurale’, offrendo
l’opportunità di valorizzare congiuntamente altre
produzioni di qualità, con particolare riferimento all’Olio
extra vergine di oliva ed agli altri prodotti tipici dell’Umbria
qualificando i territori caratterizzati da un mix di elementi:
arte, ambiente, vino, prodotti agro alimentari, cultura e artigianato
artistico.
Per il consumatore questo significa soprattutto certezza di qualità.
Infatti il regolamento alla base di questo strumento fissa gli
standards di qualità dell’offerta, coordina le varie
iniziative, garantisce un’omogenea segnaletica informativa
e definisce il contenuto tipo del disciplinare che ogni comitato
gestore della particolare Strada deve adottare, prevedendo i
parametri qualitativi di riferimento per i Centri culturali e
di documentazione e/o i Musei della vite e del vino e/o dell’agricoltura.
Solo se questi parametri sono soddisfatti si potrà prevedere
l’inserimento di queste strutture all’interno della
Strada del Vino. Le strade attive in Umbria sono quattro.
continua>>>